WE ARE ANTIFA!
RESIST! Siamo licatesi, siamo antifascisti. Siamo contro il sistema dell'unico verbo televisivo. Siamo contro la barbarie repressiva ordinata dai padroni ed eseguita da strutture e sovrastrutture dello stato terrorista. Siamo contro le guerre di conquista imperialista. Siamo contro i politicanti che schiavizzano milioni di lavoratori attraverso criminali riforme del lavoro. Pensiamo che RIBELLARSI E' GIUSTO. E sappiamo che come noi, a Licata come nel mondo, esistono persone che vogliono alzare la voce e lottare per affermare la propria volontà di riscatto. Nessun ORDINE fascista, nessun IMPERO! Ora e sempre RESISTENZA!
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APPELLO. Presidio a Torre di Gaffe (Licata) - 30 settembre 2006 ore 16.00.
Presidio a Torre di Gaffe in ricordo i Mircea Spiridon,
contro lo sfruttamento, le morti sul lavoro, il lavoro nero.

Ancora nel 2006 parliamo di lavoro nero, di mancanza di sicurezza nei posti di lavoro e dello sfruttamento dei migranti! Tutte forme d'oppressione che sembrano ricordare una società di tipo schiavista!
Tutto ciò mentre chi detiene il potere, qualunque sia il suo colore politico, nega stumentalmente anche l'evidenza, proponendo ricette di "risanamento" economico sulla pelle dei lavoratori, e perseverando nelle politiche di precarizzazione e di discriminazione dei migranti che sono all'origine della tragedia che ha spezzato la vita di Mircea Spiridon.
Non è possibile continuare a far finta che il problema non esista, è necessario che ai migranti, così come ai lavoratori italiani, ai pensionati e agli studenti vengano garantiti i diritti sociali essenziali: il diritto alla casa, alla salute, all'istruzione, a vivere una vita degna e decorosa!

Per ribadire tutto questo si convoca per giorno 30 settembre alle ore 16.00 un presidio presso Torre di Gaffe, a Licata, in ricordo di Mircea Spiridion, immigrato, operaio, precario, morto sul lavoro.

per aderire e copromuovere:
info@antifalicata.org

Promotore: NETWORK ANTAGONISTA SICILIANO.

Adesioni:
CGIL Camera del Lavoro – Licata
Rete Antirazzista Siciliana
CSOA Ex-carcere - Palermo
CSOA Laboratorio Zeta – Palermo
Rifondazione Comunista - Circolo Resistençia – Licata
COBAS – Palermo
Aula Carlo Giuliani - Palermo
Laici Comboniani
Collettivo “il pane e le rose” – Padova

Meglio di così non si poteva...
la manifestazione organizzata dai fasci sulle foibe ha avuto un esito a dir poco ridicolo: nessun cittadino presente alla conferenza solo i relatori e i vigili urbani, nonostante la massiccia operazione pubblicitaria, fatta di manifesti, inviti personali spediti a mezzo posta (con i nostri soldi), interviste alla tv e quant'altro...
Il picchetto davanti al teatro comunale Re ha invece visto la partecipazione di 30 compagni e di molti cittadini inferociti che si sono fermati ad aspettare l'arrivo di Cuffaro (che non è venuto) con i bidoni (vuoti) in mano, per dirgli di persona che dal 30 novembre non arriva acqua corrente.
Spiazzati e costernati i politicanti locali i quali, oltre ad essere rimasti praticamente da soli (non sono stati considerati neanche dai loro capoccia regionali e nazionali), hanno constatato come i cittadini piuttosto che ascoltare le loro bugie, si sono uniti con chi stava contestando.
Alla fine della manifestazione ci siamo spostati sotto il Palazzo di Città dove abbiamo addobbato l'abete di natale al centro di Piazza Progresso, con i bidoni vuoti raccolti durante il picchetto.
Foto
Appello e volantino.

24 Settembre 2005, a distanza di ben sessant'anni Licata ricorda un suo cittadino, Raimondo Saverino, partigiano ucciso dalle truppe fasciste il 21 Marzo 1944 a Borzonasca, Genova. Un doveroso atto di commemorazione verso un uomo morto non in battaglia ma durante un giorno di festa, mentre si celebrava il rispetto della vita. Severino fu costretto a sedere su una sedia che divenne il suo stesso patibolo e gli aguzzini repubblichini lo seviziarono sino alla morte per carpirgli notizie riguardo i suoi compagni. Questo fu uno dei tanti partigiani che si immolarono per una giusta causa: il diritto al rispetto ed alla libertà di ogni essere umano.
Articolo completo.

Nel pomeriggio di giorno 23 settembre è avvenuto uno sbarco in corrispondenza della spiaggia della Poliscia a Licata, a qualche chilometro dal luogo dove questa estate si è svolto il Campeggio Nazionale Antirazzista. I 190 migranti giunti tramite un barcone di 12 metri di legno, stracolmo, sono riusciti a raggiungere riva facilmente e si sono subito dileguati nelle campagne circostanti. Alcuni hanno raggiunto le abitazioni della zona dove sono stati anche rifocillati dai cittadini licatesi. Dopo qualche ora (intorno alle 18.00) sono arrivati polizia e guardia di finanza che hanno rastrellato la zona. A questi rastrellamenti hanno partecipato anche alcune associazioni di "volontariato" (Croce Rossa e similari) condotte, tra l'altro, anche con i mezzi del Comune di Licata. Una parte dei migranti catturati è stata trasportata a bordo di 2 autobus della Cuffaro (di proprietà del Presidente della Regione Siciliana) presso la palestra comunale Panepinto.....
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LA STORIA DELLA SICILIA CE L'HA INSEGNATO, EMIGRARE NON è REATO!
MIGRANTI. Licata - 14 settembre 2005. L'ennesima deportazione e' stata attuata davanti ai nostri occhi.
Dal pomeriggio di oggi un gruppo di attivisti della ras (Rete Antirazzista Siciliana), appartenenti al collettivo Licata Antifascista e al locale circolo di Rifondazione Comunista ha organizzato un presidio per fronteggiare l'ennesima deportazione. Una nave libica con a bordo una settantina circa di migranti e' stata scortata da una motovedetta della guardia di finanza al porto di Licata, undici persone sono state trattenute con l'accusa di essere gli scafisti. Dopo alcuni minuti dall'approdo della nave, 60 migranti sono stati fatti scendere e perquisiti sulla banchina, hanno sequestrato pericolosissimi spazzolini da denti e rasoi, quindi fatti salire a bordo di due autobus della Cuffaro (stesso cognome del governatore della Sicilia), sono stati trasportati in una palestra in zona "Villaggio Agricolo" per essere identificati. Il presidio di circa 20 persone li ha seguiti e sono cominciate le solite trattative per riuscire a entrare dentro e parlare coi migranti. Intorno alle 21.00 18 migranti minorenni sono stati trasferiti nella sede dei padri Comboniani di Licata. Subito dopo una delegazione di due persone (tra cui un'interprete) e' riuscita ad entrare all'interno dell'edificio, ma dopo appena 10 minuti di permanenza i due sono stati sbattuti fuori dalle forze dell'ordine con l'accusa di creare "subbuglio" tra i migranti. La delegazione e' comunque riuscita a distribuire piu' di 150 fogli con cui i migranti possono richiedere un avvocato. Di queste richieste soltanto 47 ci sono state consegnate dagli sbirri, i quali sostenevano che ai migranti non interessava avere un avvocato. Tutti i migranti sono stati identificati come egiziani tranne una quindicina provenienti dal Marocco. Nelle richieste invece si sono dichiarati tutti palestinesi (provenienti da Gaza, Nablus, Rafah ecc.), uno soltanto iracheno. Intorno alle 22.00 su 4 autobus della Cuffaro i migranti sono stati deportati al C.P.T. di Crotone per poi essere rispediti in Libia.

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Report:
http://italy.indymedia.org/news/2005/09/873293.php
http://italy.indymedia.org/news/2005/09/873433.php
http://italy.indymedia.org/news/2005/09/873580.php
Foto:
http://italy.indymedia.org/news/2005/09/873296.php
http://italy.indymedia.org/news/2005/09/873307.php
Video:
http://italy.indymedia.org/news/2005/09/873318.php

APPELLO. La Sicilia è stata negli ultimi anni il luogo in cui, più di ogni altro in Italia, il governo ha perpetrato politiche e pratiche di violazione dei diritti umani fondamentali nei confronti dei migranti appena arrivati sulle nostre coste, ma anche di quelli già presenti da anni sul territorio.
Ormai la nostra isola è diventata un lager a cielo aperto, frontiera fuori dallo stato di diritto, luogo da cui partono le deportazioni verso paesi come la Libia, in cui i migranti respinti dall'Italia hanno trovato la morte. La Sicilia è di nuovo, più che mai in questo periodo estivo che si avvicina, scenario di emergenza. Ricordiamo quanto avvenuto lo scorso luglio con la nave Cap Anamur ed i suoi 37 naufraghi deportati in un paese non loro; i tragici episodi consumati a Lampedusa, nell'ottobre 2004 e nel marzo 2005, condannati dal Parlamento europeo e dalla Corte europea per i diritti umani anche grazie ai video girati dalla R.A.S.; le continue violenze subite dai migranti detenuti all'interno dei CPT e la recente apertura dei cosiddetti "Centri d'Identificazione", luoghi di detenzione per i richiedenti asilo, nuova categoria criminalizzata.

Articolo completo.
APPELLO. La base militare di Sigonella sarà elevata a "postazione avanzata" per le unità speciali Usa impegnate nella cosiddetta "lotta antiterrorismo".
Altra infrastruttura militare mediterranea che si affiancherà alla base siciliana nelle operazioni anti-terrorismo, sarà la stazione navale di Rota-Cadice (Spagna), che come Sigonella è assegnata alla US Navy per la gestione delle operazioni di pattugliamento aeronavale e la lotta antisottomarino (ASW).
A partire dallo scorso anno, Sigonella ha assunto un ruolo di primo piano nella sperimentazione della più recente delle iniziative USA-Europa nella campagna globale contro il "terrorismo" internazionale. Si tratta della cosiddetta PSI (Proliferation Security Initiative), un "piano d'interdizione dei trasferimenti di armi di distruzione di massa", cui aderiscono ufficialmente 11 paesi (Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Polonia, Australia, Giappone, Olanda) e di cui Parlamento e cittadini sono stati tenuti del tutto all'oscuro. In realtà, più che di un piano multinazionale si tratta di un'iniziativa Usa dove alcuni alleati occidentali svolgono mere funzioni di contorno.

LA SICILIA NON E' ZONA DI GUERRA, VIA LE BASI NATO DALLA NOSTRA TERRA!

APPUNTAMENTI:
1 giugno: giornata regionale di presidio dei ponti e di controinformazione
2 giugno: ore 10 manifestazione-presidio della base di Sigonella

Articolo completo e Foto della manifestazione.
COMUNICATO STAMPA. Mentre vengono siglati accordi e ratificate bozze di costituzione europea, i governi hanno dichiarato guerra alla libertà di movimento di milioni di persone. Una guerra disumana che priva donne, uomini e giovani della propria libertà. Da una parte lager, deportazioni, frontiere armate, polizia; e dall'altra interi settori economici basati sullo sfruttamento della forza-lavoro immigrata.
Anche in Italia la Fortezza Europa mostra il suo volto attraverso una legge razzista come la Bossi-Fini che promuove di fatto il lavoro nero considerando l’immigrato una pura e semplice merce di scambio subordinata agli interessi padronali.
Intanto migliaia di persone si trovano a vivere all'interno dei lager (CPT), promossi dall’allora governo di centro sinistra, vivendo la condizione di reclusi per il semplice fatto di non possedere un pezzo di carta chiamato “permesso di soggiorno”.

Il 2 aprile a Ragusa, all’interno e aderendo alla manifestazione indetta dalla Rete Antirazzista Siciliana, gli/le antagonisti/e di tutto il meridione ribelle scendono in piazza a ribadire seccamente che NESSUNO E' ILLEGALE E NESSUNO E' CLANDESTINO, CONTRO L'EUROPA DEI PADRONI E DEL CAPITALE GLOBALE, PER LA LIBERTA' DI MOVIMENTO DI TUTTI/E.

Articolo completo, comunicato in formato stampabile e Foto della manifestazione.
Che sia lavoro flessibile, in affitto o elastico, che sia a tempo determinato, a progetto o co.co.co., c'è un solo modo di definirlo: PRECARIO. Precario è il lavoro (quando c'è) e precaria è la nostra esistenza, fatta di INCERTEZZA per il futuro, senza alcuna prospettiva di veder garantiti TUTELE e DIRITTI.

Davanti alla drammatica situazione di un Sud devastato dalla crisi economica, i politicanti vecchi e nuovi offrono cure a base di neoliberismo, con privatizzazioni, rincari e tagli alla spesa pubblica che si traducono nella totale mancanza di servizi gratuiti, dalla sanità alla scuola, e in un costo della vita non sostenibile da salari e pensioni da fame: le nostre uniche certezze sono DISOCCUPAZIONE, PRECARIATO, EMIGRAZIONE.

CINEPRECARIO, cineAzione a Licata, via Don Carmelo Di Bartolo, 22 - giorni 29 dicembre 2004, 2 e 3 gennaio 2005 - ore 17.30.

Leggi l'articolo completo ed il programma della rassegna.
COMUNICATO STAMPA. Gli ultimi avvenimenti verificatisi in Iraq hanno coinvolto direttamente la comunità licatese nella drammatica spirale di orrore ed uccisioni che colpiscono indiscriminatamente le popolazioni civili.
L'uccisione di Enzo Baldoni, assieme a quella di migliaia di persone innocenti, rappresenta l'ulteriore testimonianza dell'atrocità di una guerra che, aldilà delle ipocrite dichiarazioni di principio, è stata ed è il frutto di una deliberata e cinica volontà politica che ha come unico obiettivo l'espansione coloniale. La stessa volontà politica che con criminale indifferenza ha abbandonato un privato cittadino alla barbarie che lo stesso governo ha contribuito a determinare.
La morte che oggi piangiamo ci ricorda che quotidianamente questo conflitto miete centinaia di vittime innocenti, contrariamente a quanto affermato dai governi imperialisti che impongono ignobili guerre d'occupazione mascherandole con il nome di missioni di pace e come operazioni per l'esportazione di democrazia. Articolo completo e foto della manifestazione
antifascismo militante azioni/rivendicazioni